Il decreto BIM

Il decreto BIM

Come previsto dal DM n. 560 del 2017, dal 1° Gennaio 2019 è iniziato ufficialmente un processo molto importante per lo sviluppo della progettazione in Italia.

A partire dal 1 Gennaio di quest’anno, l’utilizzo dei metodi e strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture ovvero il Building Information Modeling, sono obbligatori per tutte le gare d’appalto pubbliche con importi superiori ai 100 milioni di euro. Negli anni successivi, la soglia dei 100 milioni si sposterà gradualmente; infatti il 1° Gennaio del 2020 scatterà l’obbligo per i lavori il cui importo complessivo superi i 50 milioni di euro, mentre quello per tutti i nuovi progetti entrerà in vigore il 1° Gennaio 2025. A livello pratico, per gli appalti da 100 milioni e oltre tutto il processo progettuale, produttivo, impiantistico, infrastrutturale e burocratico, dovrà obbligatoriamente essere aperto ed esportabile con la possibilità di aggiornare in ogni momento i dati. Il DM 560/17 definisce oltre che i tempi anche le modalità di progressiva introduzione del BIM da parte delle stazioni appaltanti, delle amministrazioni concedenti e degli operatori economici nel mondo dell’edilizia. Il processo di adozione del BIM non è veloce né facile e soprattutto tra le stazioni appaltanti, le prime a doversi adeguare, la situazione è ancora in divenire.

Per quanto riguarda gli studi di progettazione più piccoli o che non hanno mai avuto occasione di lavorare all’estero la situazione è ancora più arretrata. Un quadro di riferimento importante sul BIM è rappresentato dalla norma UNI 11337 e, per le Stazioni Appaltanti, dal Manuale Europeo per l’introduzione del BIM nella pubblica amministrazione. Per quanto riguarda i professionisti, è possibile notare una netta crescita delle ricerche di persone qualificate nell’uso degli strumenti BIM. A tal proposito va ricordato che di recente (Dicembre 2018) è stata rilasciata la parte n. 7 della norma UNI, che definisce le nuove figure professionali: BIM Manager, BIM Coordinator, BIM Specialist ed il nuovo CDE Manager (di cui si è discusso nel paragrafo 1.4). Inoltre, sia per nuovi professioni che si affacciano per la prima volta nel mercato del lavoro che per i tecnici più navigati, è possibile ottenere la certificazione ICMQ; essa è una certificazione di parte terza che attesta la conformità della propria competenza professionale alla norma UNI 11337-7 che disciplina il profilo professionale degli operatori BIM. Tale certificazione è divenuta molto importante, ma naturalmente deve essere preceduta da una adeguata formazione. Dal lato delle aziende appaltanti, esse dovranno dotarsi di specifici software di modellazione architettonica, strutturale e software di gestione e controllo.

Il decreto precisa che le stazioni appaltanti per poter utilizzare la progettazione BIM, dovranno adottare un piano di formazione del personale, un piano di acquisizione o di manutenzione degli strumenti hardware e software e un atto organizzativo che definisca il processo di controllo e gestione e i responsabili della gestione dei dati.

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